L’importanza delle ricerche di mercato nel mondo delle consulenze: il caso KAP

Se il vecchio adagio “il cliente ha sempre ragione” è corretto, capiamo subito quanto per ogni business sia importante, se non addirittura fondamentale, comprendere il proprio target di riferimento e conoscerne opinioni e abitudini. Questo assunto si dimostra particolarmente vero per le società di consulenze che, più di tutti, devono capire a fondo il mondo per poter consigliare con efficacia e affidabilità i propri clienti.

Indagini mirate per comprendere la realtà che ci circonda

In questi mesi, insieme al nostro partner Kap srl, una società di consulenze strategiche, abbiamo svolto una serie di indagini di carattere politico e istituzionale che hanno investigato in profondità aspetti fondamentali dell’attuale società italiana.

In un’epoca impegnativa e incerta come quella che stiamo vivendo, può essere ancora più difficile per aziende e istituzioni comprendere e soddisfare i sentimenti degli italiani; grazie alla nostra esperienza, sappiamo che le ricerche di mercato sono la soluzione migliore per capire la realtà in modo attendibile. Proprio per questo motivo, Kap ha deciso di ricorrere alla tecnologia di Gimmelike per individuare il panel più adatto alle sue esigenze.

Insieme a Kap, nei mesi scorsi abbiamo avviato un percorso che prevedeva varie indagini, tra cui ricordiamo l’entrata in vigore del Green Pass, il mondo lavorativo dal punto di vista dei giovani e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza messo in atto dal Governo Draghi. Uno degli aspetti di forza delle ricerche di mercato svolte grazie alla tecnologia di Gimmelike è la possibilità di individuare il panel di utenti più adatto all’indagine richiesta: in questo modo sarà possibile scegliere i rispondenti in base a criteri anagrafici, geografici, d’istruzione e molto altro ancora, sfruttando gli elevati livelli di profilazione. Altro fattore determinante nell’efficacia delle nostre ricerche di mercato è la velocità di somministrazione: la nostra community è, infatti, particolarmente reattiva e bendisposta, garantendoci le risposte necessarie in poco tempo.

Sondaggi per previsioni politiche affidabili

In vista delle prossime elezioni amministrative, abbiamo svolto delle ricerche estremamente mirate che hanno coinvolto esclusivamente i cittadini romani e milanesi, che saranno chiamati alle urne questo autunno. Grazie a queste indagini, siamo stati in grado di fornire a Kap delle previsioni attendibili e reali sulle amministrative, andando ad approfondire le preferenze rispetto ai diversi candidati e alle varie liste in corsa, senza dimenticare di individuare anche i provvedimenti più urgenti per le future giunte.

L’analisi dei dati ottenuti tramite queste indagini si è rivelata uno strumento fondamentale per Kap, che ha potuto così offrire una consulenza pienamente informata sia a realtà aziendali che a organi istituzionali e politici.

 

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a cosa servono i sondaggi

I sondaggi aiutano a validare le ipotesi e ragionare sulla strategia

A spiegarci come i questionari supportano la profilazione è Alessia Giacopazzi, Co-Founder e Innovation Strategy Specialist in TACOMA. Ecco cosa ci dice in questa nuova puntata delle nostre "GimmeInterviste".

Continuano le nostre GimmeInterviste e, dopo aver ospitato Matteo Moretti CEO di JustMary, con cui abbiamo parlato dell’importanza dei dati ai fini del ROI (ritorno sull’investimento), questa volta diamo spazio a un’altra ospite davvero speciale, Alessia Giacopazzi, Co-Founder e Innovation Strategy Specialist in TACOMA, azienda con sede a Torino.

Con lei parliamo del mondo startup, dell’importanza di una strategia progettata con i clienti, testata sul campo e di tanto altro ancora. E vediamo anche qual è il ruolo di Gimmelike in tutto questo.

Alessia, ci racconteresti di cosa si occupa TACOMA e qual è la sua specificità nel mercato di riferimento?

“TACOMA (TAlented COmmercial MAnagement) è una società di consulenza che supporta le imprese nel loro costante percorso di crescita verso il successo, fornendo soluzioni su misura per renderle consapevoli, riconoscibili, attrattive, capaci di innovare, e sostenibili. Anche se a essere sincera, la parola consulenza non ci rappresenta del tutto, dato che deriva da consulto. Questo perché tradizionalmente è associata all’ambito medico dove, dall’alto della sua scienza, il professionista dà una pillola per risolvere il problema, ossia una soluzione preconfezionata.

Noi invece ci riteniamo dei facilitatori per i nostri clienti. Cosa significa? Che agiamo sulla parte di impostazione, definizione, implementazione di strategie, per PMI e startup, in modo da individuare insieme a esse una modalità di crescita, per poi arrivare a consegnare una strategia che è stata validata empiricamente e provata. Principalmente, il nostro principale focus è sulla definizione di strategie di crescita che, quindi, impattano direttamente sulla parte commerciale. Tuttavia, è possibile – visto che sono strettamente collegate – che andiamo a toccare altre aree e funzioni come quella di marketing. Anche se non ci occupiamo di marketing in senso stretto, ma piuttosto forniamo a questa area i contenuti che derivano dalla parte commerciale e di crescita”.

E qual è la vostra promessa di valore per i clienti?

“Ci mettiamo accanto ai nostri clienti per fornire loro delle strategie che fin da subito sono in grado di implementare. Il nostro metodo prende il nome di STEP, acronimo che identifica le fasi con le quali operiamo. Prevede sempre una prima fase di strategia (S), all’interno della quale, come facilitatori, facciamo emergere una serie di ipotesi che l’imprenditore ha già ‘in pancia”, una volta fatto questo iniziamo la fase di test (T). Terminata la fase di test con validazione di quanto previsto o confutazione delle ipotesi inizia la fase di execution (E), mentre la P di people sta a indicare il fatto che accompagniamo i nostri clienti con delle palestre per fornire loro strumenti operativi funzionali a sviluppare le competenze necessarie per contribuire al raggiungimento degli obiettivi.

La nostra promessa di valore consiste nel fornire un metodo per lo sviluppo di nuovi prodotti/servizi e il posizionamento di quelli già in portfolio partendo da chiari bisogni a cui si vuole rispondere. Quando si pensa alla consulenza strategica,si pensa sempre al supporto di cui possono avvalersi le grandi corporate e non a quelle più piccole che rimangono escluse.
TACOMA si è inserita in quest’ambito quasi fosse un obbligo morale: vogliamo che anche gli imprenditori delle PMI e delle startup, nel momento in cui devono prendere decisioni e individuare strategie di crescita, abbiamo la tranquillità di avere un punto di riferimento, abbiano un punto di riferimento”.

Qual è il tuo ruolo in TACOMA?

“Mi occupo di progetti in fase di validazione e go to market. Nello specifico,per la parte di validazione, razionalizziamo l’idea di business basata sulla reale esistenza di bisogni percepiti da un determinato cluster di cliente; identifichiamo le “ipotesi di fede” e testiamo la proposta di valore. Individuiamo quindi il target maggiormente allineato alla proposta di valore e le relative specifiche del futuro prodotto/servizio percepite di maggior valore, in relazione alla forma dei pain che soddisfano. Per quanto riguarda invece i progetti di go to market, sintetizziamo una strategia commerciale basata sul reale flusso decisionale di un determinato target, in logica customer centricity”.

Quali sono i vostri settori di riferimento?

“Diversi: con il fatto che andiamo ad applicare un metodo siamo in grado di essere trasversali. Ma in generale, possiamo dire che lavoriamo nel food, nell’healthcare e sanitario, ambito tecnologico”.

Come avete conosciuto Gimmelike e perché ci avete scelto? E da quanto tempo collaborate con noi?

“Abbiamo conosciuto Gimmelike un anno e mezzo fa grazie a una ricerca attiva che abbiamo fatto e da lì c’è stata un primo incontro telefonico con Francesco Mondonico (ideatore e socio fondatore di Gimmelike, ndr) e Mattia Orrù (socio fondatore, ndr), che ci hanno spiegato il modello di business e le attività. Da lì abbiamo cercato di comprendere se c’era una corrispondenza con il nostro modello. Abbiamo capito che era così e che si sarebbero potute creare delle sinergie”.

In che modo Gimmelike e i suoi sondaggi hanno aiutato e aiutano il vostro business?

“Come dicevo, tutti i nostri pacchetti seguono il metodo STEP, hanno all’interno una fase di test della strategia che abbiamo ipotizzato e viene fatta direttamente sul mercato, andando a validare una serie di ipotesi direttamente con il mercato di riferimento del nostro cliente.
Pertanto abbiamo bisogno di parlare, tramite interviste semistrutturate, con quello che è il cliente del cliente di TACOMA e per farlo abbiamo la necessità di partire da una prima profilazione del target con informazioni che ci possono permettere di comprendere se è effettivamente il target che ci interessa. Abbiamo bisogno di informazioni preliminari e che queste persone ci diano la loro disponibilità a essere intervistate.
Grazie a Gimmelike possiamo farlo passando da una fase di questionario grazie alla quale noi possiamo interfacciarci per validare tutte le ipotesi che ci servono per andare a ragionare sulla strategia.
Inizialmente avevamo usato un tool per la fase di profilazione, il numero di progetti è cresciuto e abbiamo avuto pertanto la necessità di trovare un sistema per efficientare questa fase. Quando avviamo un progetto, abbiamo più o meno sentore di quello che sarà il target di riferimento, iniziamo a comunicarlo a Gimmelike. Una volta che questo target rientra tra le persone iscritte all’app, andiamo a impostare il questionario che verrà somministrato alle persone adatte alle quali, alla fine del sondaggio, chiediamo esplicitamente la disponibilità di essere ricontattati per un’intervista telefonica.
Gimmelike ci supporta anche nella creazione delle domande per il sondaggio”.

Come utilizzate nel dettaglio i dati che emergono dai sondaggi di Gimmelike?

“I dati che emergono sono una prima scrematura per comprendere se il target su cui abbiamo impostato la fase di test percepisce i bisogni individuati. Ecco quindi che il primo passaggio con Gimmelike ci consente di individuare le prime informazioni necessarie per poter arrivare ad eseguire le interviste di validazione, secondo aspetti qualitativi e feedback estremamente approfonditi”.

A proposito di profilazione, quanto conta avere un database del genere oggi? E perché?

“Sicuramente c’è un vantaggio per il core business dell’azienda: il fatto di rivolgersi a un’azienda come Gimmelike, che fa essenzialmente questo, per noi vuol dire affidarsi a dei canali a un impatto potenzialmente maggiore rispetto ai questionari che potremmo creare e somministrare da soli. Allo stesso tempo, ci serve ovviamente tener traccia, man mano, delle informazioni che ci arrivano da chi risponde ai sondaggi per fare una scrematura e perché a quel punto sappiamo che quello è il target potenziale e possiamo utilizzarlo con il nostro cliente”:

Cosa ne pensi del reward che viene riconosciuto a chi ha partecipato al sondaggio?

“La vedo come una cosa positiva perché viene dato a chi partecipa realmente all’intervista. Affidarci poi a Gimmelike ci permette di fare da spartiacque tra chi è realmente interessato a essere ricontattato e chi in effetti non lo è. Il reward diciamo che è una conseguenza. Inoltre, consente anche di lavorare con progettualità e, in logica di ottenere feedback approfonditi, mettere a proprio agio l’intervistato fissando con anticipo l’intervista. Questo perché sia un momento calendarizzato (garantendo un buon focus)”.

E perché affidarsi a una startup come Gimmelike anziché a un’azienda più grande? Quali sono secondo te i vantaggi?

“Diversi. Innanzitutto, l’affinità che si può creare, il dinamismo, la capacità di flessibilità e di adattarsi in base alle richiesta. Una grande azienda, strutturata in un certo modo, ha una serie di processi che spesso possono rallentare il flusso mentre con Gimmelike c’è una modalità di lavoro più immediata e agevole. Inoltre, noi nasciamo come startup innovativa, lavoriamo con le startup quindi crediamo in esse e nel valore che possono portare.
E che Gimmelike faccia parte di questo ecosistema porta a creare delle sinergie. Credere in realtà così vuol dire dare un proprio apporto nel farle crescere. È un valore, non uno scoglio”.

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a cosa servono i sondaggi online

migliorare ritorno sugli investimenti

I dati? Aiutano ad avere un miglior ritorno sugli investimenti

Ne abbiamo parlato con Matteo Moretti, CEO di JustMary, protagonista della nostra rubrica "GimmeInterviste". Ecco come Gimmelike ha aiutato il suo business

A partire da oggi inauguriamo una nuova rubrica del nostro blog dal titolo “GimmeInterviste”. Noi di GimmeLike che, come sai, amiamo raccogliere dati, in questo caso abbiamo deciso di raccogliere… parole. Quelle di chi ha provato i nostri servizi per capire come possono essere utili per le aziende.

Per questo primo appuntamento, il nostro protagonista è Matteo Moretti, CEO di JustMary.
Partiamo con il conoscere il suo business per poi capire come i sondaggi e gli altri servizi di GimmeLike lo hanno aiutato a migliorarlo.

migliorare ritorno sugli investimenti

Matteo Moretti, CEO di JustMary

Di cosa si occupa Just Mary e qual è la sua promessa di valore?

“Il nostro è un delivery di cannabis legale, non è un normale shop di cannabis ma consegniamo quanto ci viene ordinato nel giro di un’ora. Lo facciamo tutti i giorni dalle 17 alle 24, quando la gente smette di lavorare noi serviamo. Siamo nati nel 2018 e al momento siamo attivi con il delivery nelle città di Milano, Monza, Roma, Torino, Firenze, Catania. A breve arriveremo a Perugia. La consegna avviene tramite i nostri fattorini, per le altre città d’Italia la spedizione è tramite corriere, compresa l’Europa”.

Come hai conosciuto GimmeLike e perché ci hai scelto?

“L’ho conosciuto grazie a un contatto comune che mi ha parlato dell’attività di GimmeLike. Sulla scelta ha pesato il fatto che GimmeLike avesse una buona community, che funziona bene e che era per noi di JustMary una buona occasione per fare marketing”.

Just Mary si è affidato ai sondaggi di GimmeLike anche per testare la sua brand awareness in altre parti d’Italia, oltre Milano dov’è nato. In che modo i dati ricevuti sono stati utili e vi hanno aiutato a capire come muovervi?

“I dati del sondaggio ci sono serviti per capire in quali zone il nostro servizio piaceva. Oltre che per comprendere se era più gradito dagli uomini o dalle donne e organizzare in questo modo i nostri investimenti pubblicitari destinandoli al pubblico giusto.
Avere dei dati strutturati ti permette infatti di conoscere la tua audience, dove vive e per l’appunto se è più femminile che maschile (nel nostro caso possiamo dire 60% uomini, 40% donne). Devo dire che è qualcosa che intuivo già dagli ordini dei clienti, ma grazie al sondaggio ho avuto conferma. I dati ti aiutano a fare pubblicità in modo più mirato, a orientare meglio l’investimento e ad avere un maggior ROI”.

Scegliere una tipologia di ricerca di mercato di questo tipo è efficace?

“Sì, lo è per vari motivi. In primo luogo, il campione di GimmeLike è vasto, pertanto molto rappresentativo, infatti si riesce ad avere una buona statistica. Inoltre, rispetto alle grandi aziende che si occupano di sondaggi, avere a che fare con una realtà più piccola come GimmeLike ci ha consentito di interfacciarci in modo molto più friendly, immediato. Diversamente, sarebbe stato macchinoso”.

Quanto conta un codice promo inserito alla fine del sondaggio per far provare il prodotto? E quanto è utile che venga proposto a un target mirato?

“Conta molto ed è utile perché in questo modo si riesce a misurare come va la campagna e comunque a invogliare l’utente a comprare. Utente che, peraltro, è già interessato.

Non solo sondaggi, JustMary ha scelto di fare una campagna di email marketing, con una comunicazione inviata agli iscritti alla community. Secondo te è uno strumento che funziona?

“Sicuramente lo è: permette di raggiungere un’utenza diversa da quella che ha JustMary e di ampliare il nostro raggio di azione”.

GimmeLike, come ricorda il CEO di JustMary, va oltre le ricerche di mercato: offre servizi di consulenza in ambito customer retention, di e-mail marketing e tanto altro ancora.

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Mostre e cinema mancano molto ma la gente non si sente sicura [Infografica]

È quanto emerso dal nostro sondaggio cui hanno partecipato 2500 persone. C'è tanta voglia di cultura, ma in molti hanno paura. Scopri di più nell'articolo e nella nostra infografica

Mostre e cinema: ci mancano davvero? E se per le mostre è già possibile andarle a vedere nelle varie città d’Italia, quando e se riapriranno i cinema cosa faranno le persone? Si sentiranno sicure o preferiranno comunque vedere i film a casa?

Se quello della cultura è uno dei settori che soffre di più a causa della pandemia da Coronavirus, in questo sondaggio noi di GimmeLike abbiamo cercato di capire come gli Italiani vivono questo momento. Se hanno cominciato ad andare alle mostre oppure no, se hanno intenzione di farlo prossimamente e quanto sentono la mancanza della cultura com’era prima del Covid.
A rispondere tramite la nostra app per sondaggi, disponibile su iOS e Android, sono state 2.500 persone da tutta Italia, dai 18 ai 70 anni, anche se la maggior parte ha tra i 26 e i 55 anni.

Gli Italiani e le mostre: c’è voglia di andare in coppia e in famiglia

Come prima domanda, per testare l’interesse, abbiamo chiesto ai nostri partecipanti se avessero intenzione di andare a una mostra nei prossimi 2 mesi. Chi ci ha detto SI, ossia il 39,3% ha proseguito, secondo la logica del sondaggio ramificato, a rispondere alle domande sulle mostre. Ai restanti 60,7% abbiamo proposto invece delle domande riguardo al cinema. Questo per profilare ancora di più le persone e avere dei dati il più possibili corrispondenti al vero.

A chi ha risposto che, entro i prossimi 2 mesi, vorrebbe andare a vedere una mostra abbiamo chiesto se avesse già in mente con chi volesse andare.
La maggior parte dei nostri GimmeLikers ha risposto “in coppia”, a dimostrazione che la cultura è un aspetto molto importante della vita a due, ma c’è una buona percentuale che ha parlato di “famiglia”. E anche questa è la dimostrazione di come le attività culturali restino un importante momento di condivisione con le persone che si hanno più vicine.

Quasi nessuno invece opta per andare con le associazioni culturali e ciò può essere dettato sia dalla voglia di condividere emozioni con le persone care, ma anche dalla paura di stare in un luogo chiuso insieme a chi non si conosce o si conosce poco.

Ecco nel dettaglio le risposte:

  • In coppia 44,34%
  • Famiglia 31,52%
  • Amici 14,2%
  • Da sola/o 9,47%
  • Con associazioni culturali 0,46%

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sondaggio mostre e cinema

Prenotare una mostra con il Covid non è facile

E quanti dei nostri amanti delle mostre sono riusciti a prenotare una mostra per le prossime settimane o mesi?
La maggior parte, ossia il 43,82%, ha detto di non essere riuscito a causa delle chiusure nel weekend e il 26,94% di non avercela fatta per i troppi ostacoli. Solo il 10,52% ha detto di essere riuscito senza problemi. E questo è sicuramente un aspetto che gli organizzatori delle mostre devono considerare: dato il periodo non facile, bisogna fare in modo che l’esperienza degli utenti sia il più agevole possibile.

Abbiamo poi inserito una domanda a risposta aperta, chiedendo ai nostri GimmeLikers di dirci quale sarà la mostra a cui parteciperanno. Frida Kahlo è stato il nome fatto più spesso ma c’è anche qualcuno che ha detto “una qualsiasi a Roma, basta poterci andare”.
E quanto si spende per le mostre? Per il 43,88% degli utenti la spesa mensile si aggira tra i 10 e i 20 euro, ma c’è anche un 25,64% che arriva a spendere fino a 30 euro.

Il cinema manca molto, ma c’è ancora paura

Abbiamo poi cercato, con la nostra ricerca di mercato in tempo reale, di capire invece com’è la situazione Cinema. Come sappiamo, le sale sono chiuse da tempo e bisogna aspettare non si sa quanto.
Pertanto la prima domanda ha riguardato il “sentimento”. Abbiamo chiesto “Quanto ti manca il cinema?”. I nostri GimmeLikers dovevano rispondere dando un voto da 1 a 5, dove 1 è per nulla e 5 è moltissimo. A dare 5 è stato il 46,71% seguito dal 20,76% che ha dato 4, mentre il 17,45% ha dato 3.

Possiamo dire che alla maggiorparte delle persone della nostra community il cinema manca, eccome.
Ma mancanza non fa rima con sicurezza.

Almeno non per tutti. Se aprissero le sale, come si comporterebbero le persone? Se il 56,42% andrebbe a patto che siano garantite le norme di distanziamento, ma c’è comunque un 25% di partecipanti che non si sentirebbe sicuro. Così come il 15% non si fida ancora.

La soluzione? Non è pagare un biglietto più alto per la sanificazione

Abbiamo poi chiesto se, in caso le sale riaprissero in questo periodo, sarebbe giusto pagare un prezzo leggermente più alto a fronte di un costo di pulizia e sanificazione.
Qui i nostri GimmeLikers si sono divisi in 2: se il 32,38% pensa sia la soluzione ideale, quasi la stessa percentuale ha asserito che no, non può funzionare. Il 18,53% ha invece detto sì perché manca troppo andare al cinema, mentre il 17,03% non ci andrebbe perché ha paura dell’assembramento.
E questo ci fa capire come la vita culturale difficilmente riprenderà i livelli di prima.

L’infografica di GimmeLike

Se preferisci visualizzare quanto ti abbiamo detto finora, ecco la nostra infografica che racconta il rapporto degli Italiani con il cinema.

 

 

Siamo felici se la condividerai sul tuo blog, giornale online, brand magazine, ma ti chiediamo di citare il nostro lavoro come previsto dalla licenza Creative Commons 2.5 Italia per opere non derivate e scopi non commerciali.

 Vuoi sapere in che direzione sta andando il tuo settore? Noi di GimmeLike possiamo aiutarti!

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promuovere un prodotto sondaggio

Promuovere il lancio di un prodotto con un sondaggio. Il caso i4MaskS

In questo articolo ti raccontiamo come abbiamo sostenuto il brand made in Italy i4maskS che realizza mascherine con visiere trasparenti.

Promuovere un nuovo prodotto, o meglio un prodotto con delle caratteristiche diverse dai tanti altri che il mercato offre, non è sempre facile. Ancora di più in un periodo come quello che stiamo vivendo, e in particolare se si tratta di mascherine.

Ma quelle prodotte da i4MaskS, azienda Made in Italy, sono speciali. Rientrano nella categoria delle mascherine con visiera trasparente che permettono di fare qualcosa di cui tutti, più o meno, sentiamo la mancanza: vedere il sorriso di un’altra persona, poter leggere il labiale e capire cosa comunica con il resto del viso oltre che con gli occhi. Insomma, poter vivere le proprie emozioni al meglio.

Far conoscere la propria azienda tramite i sondaggi: ecco come

Noi di GimmeLike, che sosteniamo da sempre le aziende italiane, abbiamo promosso un primo sondaggio alcuni mesi fa per il lancio delle mascherine di i4Masks e un secondo sondaggio questa settimana per aiutare il brand a farsi conoscere e a rilanciare il suo prodotto e, allo stesso tempo, per cercare di capire che livello di soddisfazione avesse incontrato tra i nostri GimmeLikers. 

Questo ci ha permesso di lavorare in continuità e proporre una serie di domande cui i nostri utenti hanno risposto in comodità e in maniera intuitiva grazie alla nostra app, disponibile per iOS e Android. Alla fine del sondaggio, i partecipanti hanno ottenuto un codice sconto del 40% per effettuare acquisti sul sito dell’azienda. 

A rispondere sono state 2877 persone, in tutta Italia, e la maggior parte con un’età compresa tra i 18 e i 55 anni, probabilmente persone che indossano spesso la mascherina perché stanno fuori casa per lavoro o motivi personali.

In primo luogo abbiamo cercato di capire se i nostri GimmeLikers conoscessero questo tipo di prodotto, visto che è sicuramente più nota la differenza tra mascherina chirurgica e FPP2. E in effetti la nostra community è preparata sull’argomento: il 78,67% di chi ha risposto alla domanda conferma di aver sentito parlare della mascherina con visiera trasparente, mentre per il resto la risposta è “no, mai”.

Un ottimo punto di partenza per il nostro cliente: chi risponde al sondaggio è una persona interessata all’argomento e ne ha una discreta conoscenza, anche se non tutti hanno già acquistato il prodotto come rivela una buona parte degli intervistati.

Vuoi saperne di più su GimmeLike?

Testare la customer satisfaction di chi ha già provato il prodotto

Grazie al nostro sondaggio ramificato abbiamo chiesto a chi aveva già avuto modo di provare I4Masks di dare una valutazione esprimendo un voto da 1 a 5. La maggioranza dei nostri GimmeLikers ha dato 5 che significa che ritiene la mascherine ottime (62,76%). C’è poi chi le ha valutate buone (24,83%), chi discrete (8,97%) e così via. 

In questo modo, il nostro secondo sondaggio, pensato per far conoscere il prodotto, diventa anche uno strumento di indagine per testare la customer satisfaction.
Ma non solo: partendo dal presupposto che siamo tutti abituati a indossare mascherine che coprono il volto e non fanno trapelare le emozioni, abbiamo condiviso con la nostra community il fatto che invece i dispositivi di I4Masks possono essere ancora più adatti per anziani e bambini.

Aspetto tutt’altro che trascurabile, come confermano le risposte che abbiamo ottenuto. Per il 44,82% delle persone questa comunicazione rende l’idea “più che convincente”, il 31,28% ha asserito che si sente di dover scoprire meglio le mascherine, mentre il 23,9% dice che potrebbe essere interessato all’acquisto.

Perché il codice sconto funziona più di una pubblicità push

E sulla scia di quest’ultima risposta ai GimmeLikers abbiamo offerto un codice sconto del 40% per un acquisto sul sito di I4Masks. Un ottimo modo di concretizzare non solo il processo di conoscenza di un prodotto e l’iniziale fiducia acquisita, ma anche per soddisfare l’eventuale curiosità accesa nei GimmeLikers.

Un sondaggio di questo tipo può essere più efficace di una pubblicità push o di un codice sconto veicolato tramite popup su siti vari.

Non è una comunicazione invasiva che interrompe l’utente, piuttosto lo accompagna in un percorso già iniziato e al quale ha deciso di dedicare del tempo esprimendo la propria opinione. Un tempo che per noi di GimmeLike conta tantissimo e cui rinosciamo un valore. 

Ed è un rapporto win win: tu mi doni parte del tuo tempo e io ti premio con un codice sconto, oltre che con i nostri GimmeCoin.

Vuoi testare la conoscenza del tuo prodotto? Vuoi sapere se i tuoi clienti sono soddisfatti?

Promuovere una startup con un sondaggio. Il caso di Pascol

Un sondaggio veicolato tramite un'app può aiutare a intercettare il pubblico giusto, far conoscere la propria value proposition e far testare il prodotto con un codice sconto.

Come può una startup che si occupa di e-commerce della carne, puntando su allevamenti a chilometro zero, selezione dei fornitori, rispetto dell’animale e cura dell’ambiente, farsi conoscere dal grande pubblico? Come può aumentare la sua brand awareness?

Tra i modi di promuovere la propria startup ci sono i sondaggi, utili sia per aiutare a capire quanto il marchio sia già noto, che per invitare nuovi clienti a provare i prodotti tramite un codice sconto.

È quanto noi di GimmeLike abbiamo fatto con Pascol, startup della provincia di Sondrio che punta a offrire carne di qualità a prezzi contenuti, valorizzando gli allevatori e i loro sforzi.

La nostra app di sondaggi, disponibile sia su iOS che su Android, è stata infatti lo strumento attraverso cui sono state poste alcune domande per capire, inoltre, se l’idea che è alla base della startup, ossia il consumo sostenibile della carne, sia condivisa e apprezzata dai nostri GimmeLikers.

Testare la brand awareness tramite un sondaggio

A rispondere al nostro questionario sono state  2.500 persone da tutta Italia, con prevalenza a Nord Ovest e nelle isole, di cui la maggioranza, il 73,62%, non aveva mai sentito parlare di Pascol.
A chi, invece, conosceva già la startup e aveva già effettuato un ordine, alla domanda “Come ti sei trovato?” abbiamo chiesto di rispondere con un voto da 1 a 5, dove 1 sta per poco soddisfatto e 5 è molto soddisfatto.
A dire di essere stato molto soddisfatto del suo acquisto è stato il 72,97% di chi aveva effettuato un acquisto.

Vuoi saperne di più sui sondaggi per la brand awareness?
Scopri come lavoriamo

 

Abbiamo potuto fare questa domanda sia perché utilizziamo i sondaggi ramificati che ci permettono di fare domande personalizzate in base alla risposte precedenti, sia perché noi di GimmeLike avevamo già lavorato con Pascol. Questo ha infatti creato un rapporto di continuità non solo con la startup, ma anche con i nostri GimmeLikers che avevano già partecipato a un sondaggio proposto tempo prima.

Veicolare la propria customer value proposition

Per capire meglio se la customer value proposition, ossia la proposta di valore che Pascol fa al mercato, sia apprezzata da chi ha risposto al sondaggio, abbiamo posto una domanda in cui, prima di tutto, spiegavamo di cosa si trattasse.
Abbiamo quindi chiesto ai nostri utenti cosa ne pensano di quest’azienda giovane che si occupa di distribuire carne di ottima qualità a chilometro zero, in tutta Italia, attraverso i loro camion refrigerati.

Il 51,52% ha ritenuto il tutto molto interessante, la percentuale restante ha ringraziato per le informazioni ricevute.

Una domanda simile, al di là della risposta, ha l’obiettivo di far capire di cosa si occupa la startup e magari incoraggiare future associazioni del prodotto al brand. O quantomeno  provare a stuzzicare la curiosità verso un marchio “giovane”.

Codici sconto e sondaggi: perché funzionano

A chi ha partecipato al sondaggio abbiamo offerto uno sconto del 10% per provare la carne di Pascol.

Rispetto a una pubblicità push, un sondaggio con un codice sconto finale può essere molto più mirato perché viene offerto a un pubblico che, tramite le varie domande, ha avuto modo di conoscere l’azienda, i suoi valori e i suoi prodotti. Specie se, come nel caso di Pascol, si tratta di una startup che punta a differenziarsi nell’e-commerce della carne puntando su qualità, trasparenza e supporto alla comunità locale.

Vuoi provare a far conoscere la tua azienda tramite un sondaggio? Vuoi far conoscere un nuovo prodotto?

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(foto in home page tratta dal sito di Pascol)

Fare lead generation con un sondaggio: il caso di Pasticceria Pavesi

“L’arte di preparare dolci è molto più che saper eseguire ricette alla perfezione: è un vero e proprio gesto d’amore”, dice il maestro del cioccolato Ernst Knam. Ma per far sì che chi acquista i dolci capisca quanto lavoro, quanta cura e quanta artigianalità ci sono dietro, è necessario conoscere bene il proprio pubblico e attrarre i giusti lead (possibili clienti interessati).

Come fare? Sicuramente attraverso un sondaggio ideato ad hoc è più facile capire i gusti delle persone e indirizzarsi verso chi preferisce acquistare in pasticceria anziché al supermercato. Una volta che è avvenuto l’“incontro”, far conoscere delle vere e proprie eccellenze artigiane diventa molto più immediato.

È quanto ha fatto Pasticceria Pavesi che ha scelto noi di GimmeLike e la nostra community per far conoscere i propri dolci, fare lead generation e incrementare i propri acquisti. Approfittando del sondaggio anche per spingersi oltre i confini del Piemonte, dove è una vera e propria eccellenza, Pasticceria Pavesi ha avuto così la possibilità di incontrare potenziali clienti da tutta Italia.

Intercettare i lead con le domande giuste

A rispondere al sondaggio tramite la nostra app sono state quasi 2200 persone, da tutta Italia.
Il pubblico si è dimostrato adatto alla Pasticceria Pavesi: alla domanda “acquisti dolci di pasticceria?”, ha risposto sì il 45,38% e qualche volta il 50,81%. Chi ha risposto no è stato solo il 3,81%.

Il sondaggio è stato anche l’occasione per presentare i panettoni artigianali che la pasticceria realizza per il periodo natalizio, tra cui, per citarne qualcuno, abbiamo quelli al pistacchio, al cioccolato fondente e nocciola e pere.

E non solo: il sondaggio è stato utile anche per capire chi, tra i nostri GimmeL,ikers sarebbe stato interessato ad acquistare uno dei prodotti per sè o per la propria famiglia. Anche in questo caso le risposte sono state per lo più positive: quasi il 75% ha risposto di sì.

Dal sondaggio all’acquisto dei prodotti artigianali

Al sondaggio è seguito l’acquisto dei panettoni artigianali da parte di molti utenti della nostra community, tanto che Pasticceria Pavesi ha deciso di lasciare un codice sconto del 20% a chi effettua un secondo ordine.

Quella che ti abbiamo appena illustrato è solo una delle tante modalità di sondaggi ramificati che noi di GimmeLike possiamo proporre alla tua azienda per intercettare il pubblico giusto.

Perché un sondaggio?

Un sondaggio, infatti, riesce a raggiungere i lead in modo più diretto e immediato, senza puntare sul push marketing, e può essere somministrato a seconda delle necessità e nei tempi pattuiti con il cliente. Ancora una volta Pasticceria Pavesi ci dà un ottimo spunto: la scelta è caduta sul periodo natalizio proprio per andare incontro all’amore di molti per i dolci artigianali, ottimi anche da regalare durante le feste!

Altro aspetto da non sottovalutare è che i membri della community decidono in autonomia a quali sondaggi partecipare, in base ai loro interessi. Questo è solo uno dei tanti servizi che GimmeLike può mettere in campo per la tua azienda.

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Gli Italiani e il cashback di stato: ecco cosa ne pensano e come lo “usano”

È uno degli argomenti di questo mese: parliamo del cashback di stato, l’operazione inserita nel piano Italia Cashless, attivata dal Governo per incrementare i pagamenti elettronici (con carte di credito, di debito e prepagate) e per incentivare gli acquisti all’interno dei negozi fisici.

Come saprai, l’adesione al programma è volontaria e prevede un rimborso del 10% sulle transazioni effettuate per un massimo di 1500 euro a semestre e di 15 euro per ogni acquisto.

Il cashback di stato è un’iniziativa apprezzata

Ma cosa ne pensano gli Italiani del cashback di stato? Si tratta di un’operazione di cui hanno piena consapevolezza? Cosa sanno riguardo ai rimborsi? E quali piattaforme stanno utilizzando per attivare il servizio di cashback?

Scopriamo le risposte grazie al sondaggio che noi di GimmeLike abbiamo sottoposto alla community tramite la nostra app e a cui hanno risposto quasi 1700 persone da tutta Italia.

Intanto, possiamo dire che sì, c’è consapevolezza di cosa sia il cashback di stato. La maggiorparte delle persone che ha risposto al nostro sondaggio, ossia l’88,16%, ha dichiarato di conoscerlo. Ma non solo: pare che sia una iniziativa particolarmente apprezzata.

Abbiamo infatti chiesto alla nostra community di dare un giudizio utilizzando le stelle, da 1 a 5, dove 1 sta a indicare che non lo trova assolutamente una buona iniziativa, mentre dal lato opposto si ritiene sia ottima. Il 41,76 % valuta il cashback di stato positivamente. A dare 4 stelline è quasi il 26% di chi ha partecipato al sondaggio, mentre a dare un giudizio intermedio è poco più del 18%: l’iniziativa incontra quindi il favore degli Italiani.

Quali piattaforme vengono usate

Anche se il cashback passa l’esame, la maggior parte delle persone non l’ha ancora attivato. Si tratta, però, di un dato che non sorprende: entrato in vigore dal 7 dicembre, è si tratta di una novità ancora molto recente.
E se la maggiorparte dei nostri intervistati non ha ancora usato piattaforme, tra chi invece si è già attivato troviamo al primo posto Satispay, al secondo Hype e al terzo Postepay.

Vuoi saperne di più? Il tuo è un brand che vuole indagare da vicino le modalità di acquisto degli Italiani in questo periodo? Offri dei servizi particolari e vorresti sapere come risponderebbe il pubblico?
Siamo qui per aiutarti!

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violenza domestica dati sondaggio

La violenza domestica è sia psicologica che fisica: il nostro sondaggio

La violenza domestica con la pandemia non si è sicuramente fermata. Anzi, come dimostrano i dati Istat, con il Covid-19 gli episodi di violenza in casa, sia psicologica che fisica, sono aumentati e riguardano sia le donne che gli uomini.

In occasione della Giornata internazionale della violenza sulle donne, noi di GimmeLike abbiamo provato ad analizzare questo fenomeno coinvolgendo la nostra community.

Violenza domestica: le testimonianze di chi ha assistito

E al sondaggio hanno risposto in tanti: quasi 2500 persone, di cui 2/3 donne, provenienti da ogni parte d’Italia.

Se tutti sono perlopiù d’accordo che sia giusta la ricorrenza del 25 novembre, c’è da dire che in pochi sono stati testimoni di violenza a una donna e, quando è stato così, chi ha assistito ha visto azioni violente sia di carattere psicologico che fisico. A dirlo il 58% degli intervistati, il 26,18% per episodi di violenza psicologico, il restante fisico.

E dove sono avvenuti e avvengono questi episodi? In questo caso le risposte sono diverse, ma ce ne sono alcune ricorrenti che riportano come la violenza avvenga in famiglia, in casa e tra vicini di casa, mentre diverse persone hanno preferito non rispondere e c’è chi ha detto di non ricordare.

E come reagisce chi assiste a episodi di violenza? Le reazioni sono diverse: c’è chi ha detto “molto male”, chi ha ammesso di essere intervenuto per difendere, chi ha preferito contattare le forze dell’ordine.

La violenza domestica è sia psicologica che fisica

Nel sondaggio abbiamo poi chiesto alla nostra community se era mai stata vittima di violenza psicologica o fisica. E se il 74% ha risposto no, c’è stato un 26% che ha detto sì, asserendo che è stata per lo più in casa.
Come evidenzia il nostro sondaggio, quello della violenza domestica è sicuramente un fenomeno da non trascurare e la maggior parte delle azioni che ledono la libertà fisica e psicologica avvengono proprio tra le mura domestiche.

Cosa si può fare in caso di violenza domestica

La tua è un’associazione che si occupa di violenza? Vorresti capire come aiutare le vittime di violenza, psicologica e/o fisica, contattandole e offrendo loro la tua vicinanza e un aiuto per provare a sfuggire dalla situazione?

GimmeLike, con la sua community di 26mila persone e con l’app, scaricabile sia per Android che iOS, è a tua disposizione per contribuire ad arginare questo fenomeno.
Insieme troveremo il modo per essere più vicini, tramite i nostri strumenti digitali, a chi affronta queste difficoltà.

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Vaccino anti-Covid 19: cosa pensano gli Italiani

Sondaggio

Il vaccino anti-Covid19 è sicuramente uno degli argomenti più discussi di queste settimane, dato che diverse aziende farmaceutiche (come la Pfizer) stanno portando a conclusione la loro sperimentazione clinica in attesa dell’approvazione nazionale e comunitaria. E anche alla luce del fatto che, come precisato il 2 dicembre dal ministro della Salute Roberto Speranza, il vaccino sarà gratis per tutti

Ma al di là delle ultime notizie di attualità, cosa pensano le persone del vaccino? Sono disposte a farlo o sono scettiche? E se sono per il sì, lo farebbero subito o preferirebbero aspettare un po’?

Noi di Gimmelike abbiamo questo e tanto altro alla nostra community. E a rispondere al nostro sondaggio sul vaccino anti-Covid 19, tramite app (scaricabile sia per Android che per iOS), sono state circa 1800 persone, di tutta Italia e in prevalenza donne. 

Il vaccino? Dovrebbe essere facoltativo

La prima domanda è legata a quanto dichiarato dal ministro Speranza: per la gratuità del vaccino è favorevole la maggior parte degli intervistati.

I pareri sono più discordanti quando si parla di obbligatorietà dei vaccini. Ricordiamo, a questo proposito, che nonostante il vaccino sarà gratis e a disposizione di tutti, le persone saranno libere di decidere come comportarsi e quindi di scegliere se vaccinarsi o meno. Si tratta di un punto da sempre molto controverso e su cui, per esempio, battagliano i contrari al vaccino. 

A ogni modo, se dipendesse da chi ha risposto al sondaggio, solo il 37,11% lo renderebbe obbligatorio mentre per il 49,4% questa decisione deve essere facoltativa. C’è poi un 13,4% degli intervistati che si dichiara indeciso. Una percentuale inferiore alle altre ma sicuramente indicativa del fatto che, in merito, non tutti hanno una posizione così netta.

In tanti, però, aspetterebbero a fare il vaccino

Ma al di là dell’obbligatorietà, se il vaccino fosse disponibile a partire da domani, quante persone sceglierebbero di farlo subito?

Anche in questo caso, le percentuali sono molto significative: il 62,09% dice che aspetterebbe, mentre il resto si vaccinerebbe subito.

Con il nostro sondaggio siamo andati oltre, cercando di capire se le persone hanno fiducia sulla gestione della vaccinazione. Anche qui le risposte sono state divergenti, con netta prevalenza di chi ha diversi dubbi. Dovuti a cosa? Mancanza di fiducia, paura o altro?

Vuoi saperne di più sui dubbi degli italiani in merito al vaccino e come le diverse fasce della popolazione la pensano rispetto alla sua distribuzione?

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