L’estate e la riapertura del settore alberghiero: come saranno le vacanze estive degli italiani?

L’estate è ufficialmente cominciata e luglio e agosto sono sempre più vicini: dopo un 2020 decisamente anomalo, cosa ci riservano queste vacanze estive? In un periodo di grandi cambiamenti, spesso accompagnati da una buona dose d’incertezza, abbiamo chiesto ai nostri utenti di raccontarci i loro piani estivi e cercato di capire cosa ne pensano della riapertura di hotel e case vacanza.

Nella nostra indagine abbiamo coinvolto 2000 Gimmelikers da tutta Italia, per la maggior parte tra i 30 e i 55 anni e con figli.

La maggioranza andrà in vacanza

Siamo partiti andando subito al sodo: abbiamo chiesto alla nostra community se quest’anno avesse intenzione di andare in vacanza e quasi la metà degli intervistati, il 45,7%, risponde affermativamente. Un’altra grande percentuale però, il 36,6%, a oggi non sa ancora se riuscirà ad andarci, a riprova di quante incertezze rimangano dopo più di un anno di pandemia. Tutt’altro che irrilevante è il restante 17,7% di partecipanti che invece sa già che dovrà rinunciare alle ferie estive.

La domanda successiva mirava a indagare più in profondità le scelte degli italiani, chiedendo a che tipo di struttura pensano di affidarsi per le loro vacanze. Tra le varie opzioni disponibili, a spiccare sono gli hotel, scelti dal 25% della community, le case in affitto (16%) e i B&B (16,46%), seguite dalle case di proprietà (11,01%), percepite come sicure e vantaggiose da chi le possiede.

A riprova della sensazione di incertezza molto diffusa in questo periodo, dall’indagine emerge che una grande percentuale di rispondenti, ben il 22,24%, nonostante sia giugno inoltrato non ha ancora scelto la struttura a cui affidarsi.

Infine, fanalino di coda per campeggi e residenze ricettive, scelti rispettivamente solo dal 4,83% e 4,46% dei rispondenti.

Cosa si ricerca in un hotel?

Ma cosa spinge le persone a scegliere una soluzione piuttosto di un’altra? Per i nostri utenti a essere fondamentali sono sicuramente un buon rapporto qualità-prezzo (43,43%) e la posizione vantaggiosa della struttura (22,87%), indice di quanto comfort e prezzi giusti facciano da padrone. Inoltre, per l’11,94 e il 10,54% dei partecipanti a non poter mancare sono delle belle camere e un ottimo servizio di ristorazione, mentre il 6,93% riferisce di scegliere una struttura solo se disposta ad accogliere i propri animali domestici.

Vacanze e Covid

Con le ultime domande del sondaggio abbiamo cercato di capire come viene vissuto e percepito il rapporto tra vacanze e pandemia.

Prima abbiamo chiesto ai nostri utenti quanto è importante per loro il rispetto delle norme anti-covid nella scelta della struttura per le vacanze estive: il 63,53% non ha dubbi e pensa che sia un aspetto fondamentale. Solo il 3,2% dei partecipanti non ritiene che si tratti un fattore rilevante nella scelta di una struttura per le proprie ferie.

Infine, abbiamo chiesto alla nostra community se l’idea di andare in vacanza durante la pandemia li preoccupi: a vincere sono le persone, il 46,38%, che riferiscono di essere un po’ preoccupate dalla situazione ma che hanno troppa voglia di rilassarsi in vacanza per poterci rinunciare. Due percentuali molto vicine per chi non è preoccupato per niente (24,39%) e chi invece si dichiara molto preoccupato dalla situazione (21,29%), a sottolineare, ancora una volta, la spaccatura profonda che questo anno e mezzo di Covid ha generato nella popolazione: stanchezza e incertezza sono forse i sentimenti più diffusi e condivisi a questo riguardo.

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Prodotti per capelli: gli Italiani preferiscono lo shampoo

Abbiamo chiesto ai nostri Gimmeliker come curano i loro capelli e quali prodotti preferiscono in questo sondaggio condotto per il nostro cliente il Bello dei capelli

Arriva l’estate e forse torneremo a viaggiare di più e, se non sarà proprio così, sicuramente dopo l’inverno passato e grazie alle graduali riaperture, usciremo più spesso. Probabilmente curando ancora di più i nostri capelli che, tra smog, giornate all’aria aperta, prendere i mezzi pubblici, andare in bici ecc…, saranno sicuramente più esposti di quanto sono stati finora nelle giornate in casa.

Ma gli Italiani che tipo di interesse hanno verso i prodotti per i capelli? Preferiscono linee bio, linee professionali e cosa usano oltre allo shampoo?

Lo abbiamo chiesto in questo nostro sondaggio che abbiamo realizzato per il Bello dei Capelli, realtà locale a gestione familiare della provincia di Pavia che da 2 anni si occupa di vendere prodotti professionali sia al dettaglio che all’ingrosso. A curare tutto sono Valentina e il padre che nel 2020 hanno ufficialmente aperto il loro shop online.

Per aiutare questa realtà locale – di quelle che a noi di Gimmelike piacciono molto – tramite la nostra app abbiamo chiesto ai nostri Gimmeliker di dirci qual è il loro rapporto con i prodotti per i capelli e il loro interesse.

Al sondaggio hanno partecipato 2500 persone in maggioranza donne, da tutta Italia, con prevalenza al Sud e a Nord Ovest.

Il prodotto più utilizzato per i capelli è lo shampoo

Alla domanda “Che tipo di prodotti per capelli ti interessano di più?” hanno risposto un po’ come ci si aspetterebbe: al primo posto c’è infatti lo shampoo preferito dal 34,5% dei partecipanti. A seguire il balsamo scelto dal 20,7% delle persone.

Non vanno male le maschere che piacciono al 15,1% degli intervistati e a seguire le tinte, preferite dal 12,2%. Gel e lacche così come le mousse sono abbastanza distanziati.

E fin qui le preferenze per le tipologie di prodotti, abbiamo poi cercato di capire, visto che il nostro cliente, offre anche prodotti biologici, con una sezione ad hoc del suo e-commerce, se questa informazione potesse interessare. E il riscontro è stato positivo.

Sempre tramite il sondaggio abbiamo comunicato ai nostri Gimmeliker che sull’e-commerce del nostro cliente possono trovare oltre che prodotti per i capelli anche phon, piastre, spazzole e tutto ciò che serve per curare al meglio la tua capigliatura. Notizia che ha incuriosito chi ha partecipato al sondaggio.

Un questionario per far conoscere una piccola realtà e i suoi prodotti

Questo tipo di questionario per i partecipanti ha visto un doppio reward, ossia ricompensa: oltre ai GimmeCoin riconosciuti per ottenere i buoni sconto Amazon, Zalando e Decathlon, per provare il Bello dei Capelli abbiamo previsto un codice sconto.

In questo modo chi ha partecipato al sondaggio, è potuto andare direttamente sul sito per utilizzarlo. E questo perché ha dichiarato il suo interesse non solo verso i prodotti ma anche verso la realtà che li vende.

Un sondaggio di questo tipo, infatti, ha come obiettivo quello di far conoscere una realtà piccola e locale che però commercia in tutta Italia, ma anche attrarre sullo store persone potenzialmente interessate che vogliono approfittare di un codice sconto proprio in un momento in cui c’è maggiore interesse per i capelli.

Inoltre, per l’azienda Gimmelike raccoglie tutti questi dati e fa sì che possano essere informazioni utili per costruire al meglio il proprio target.

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Vegani o no? Il sondaggio sulle abitudini alimentari degli Italiani

C'è chi fa una dieta vegana così come chi mangia carne e pesce tutti i giorni, ma si vorrebbe impegnare a migliorare le abitudini alimentari. Ecco qual è il rapporto tra cibo e sostenibilità degli Italiani

Vegani si nasce o si diventa? E si può essere simpatizzanti per l’alimentazione vegana pur continuando a mangiare prodotti di derivazione animale? E quanto le scelte che si fanno dal punto di vista alimentare possono avere un impatto ambientale?

A tutte queste domande, per capire anche un po’ i pro e i contro dell’alimentazione vegana secondo i nostri Gimmeliker, abbiamo provato a rispondere con un sondaggio inviato tramite la nostra app disponibile per iOS e Android.
Ecco cosa è emerso riguardo alla dieta vegana e alle abitudini alimentari degli Italiani.

Una dieta priva di derivati animali? Sì, ma solo in parte

Intanto c’è da dire che al nostro sondaggio hanno risposto 1200 persone, per lo più tra i 31 e i 45 anni e che vivono nel Nord Ovest e nelle Isole.
Con loro abbiamo prima di tutto cercato di capire che tipo di alimentazione seguissero e poi se hanno scelto di seguire una dieta priva di derivati animali.

Abbiamo infatti chiesto “Sei d’accordo con questa scelta?” Il 39,3% lo è sì, ma solo in parte mentre il 24,1% pensa che sia giusta una dieta priva di derivati animali (carne, pesce, ma anche uova, latticini ecc…) ma che non faccia per sé. Il 22,3% ha invece ammesso senza remore che è assolutamente d’accordo. Solo una piccola percentuale, il 14,28%, ha detto un no secco.

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Cosa fare per ridurre l’impatto ambientale delle scelte alimentari

A questo punto abbiamo cercato di capire, alla luce del fatto che le scelte alimentari hanno un forte impatto ambientale, cosa i nostri Gimmelike fanno per ridurlo. In questo caso la risposta poteva essere multipla e le soluzioni sono le seguenti:

  • cercare di mangiare solo alimenti di stagione: 40,6%
  • comprare a chilometro zero: 25,4%
  • non acquistare da allevamenti intensivi: 17,5%
  • non preoccuparsene 8,4%
  • essere vegetariano/a o vegano/a 4,1%.

Il resto ha risposto un generico “altro”.

E i nostri Gimmeliker hanno mai pensato di modificare la loro alimentazione per essere più sostenibili, alla luce del fatto che gli allevamenti intensivi sono tra le principali cause dell’inquinamento? Ecco cosa ci hanno risposto: il 42,4% ha sì, mentre una percentuale più alta, anche se di poco, ossia il 42,7%, ha ammesso la sua buona volontà, ma di fatto le sembra troppo difficile. La restante percentuale invece ha risposto un perentorio no.

E tra i consumi alimentari quanto contano quello di carne e di pesce? Quante volte alla settimana si mangiano questi alimenti? Diciamo che la maggior parte di chi ha rispetto è in linea con le raccomandazioni dei nutrizionisti, ossia consuma carne e pesce 2 volte alla settimana. A dire così è stato il 62,9%. C’è poi, un 16,7% degli intervistati che mangia carne e pesce tutti i giorni mentre il 15,7% solo una volta a settimana. Infine, il 4,8% non mangia mai nessuno dei due alimenti.

Ristoranti vegani: c’è curiosità ma c’è chi dice “Non mi ispira”

E come vengono visti dai nostri Gimmeliker, al di là delle preferenze alimentari, i ristoranti vegani? C’è voglia di provarli o no?
Rispetto a questo tema – sarà forse anche per la riapertura di ristoranti e bar – c’è abbastanza curiosità: il 45,3% infatti ammette di non esserci mai andato ma che vorrebbe provarlo. Il 34,3% invece dice chiaramente “Non mi ispira”. La restante percentuale l’ha invece provato.

 

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Riapertura ristoranti e bar: ecco cosa pensano gli Italiani del nuovo DPCM

Fino al 31 luglio si potrà pranzare e cenare nei ristoranti e locali, ma solo all'aperto. Non tutti però sono d'accordo e si sentono sicuri. Ecco cosa dice il nostro sondaggio.

Il nuovo DPCM introduce delle importanti novità tra queste quella principale riguarda la riapertura di ristoranti e bar dove sarà possibile pranzare e cenare sì, ma solo all’aperto. Tutti i locali, pertanto per favorire la sicurezza di tutti e il distanziamento sociale, dovranno ospitare i loro clienti in dehors, giardini, cortili, sale all’aperto e non all’interno. Ed è quanto il decreto del presidente Mario Draghi prevede a partire dal 26 aprile fino al 31 luglio.

Ma gli Italiani sono tutti d’accordo con le riaperture? Non aspettavano altro e prenderanno d’assalto i locali o invece questo nuovo decreto li spiazza un po’ e li fa sentire meno sicuri? E riprenderanno a viaggiare?
Abbiamo posto questi e altri quesiti nel sondaggio proposto ai nostri Gimmeliker tramite la nostra app disponibile sia per iOS e Android. Ecco cosa ci hanno risposto.

D’accordo con le riaperture ma non tutti si sentono al sicuro

Innanzitutto a partecipare al sondaggio sono stati in 2000 da tutta Italia, di cui la maggior parte vive nel Nord Ovest e nelle isole e ha un’età compresa tra i 31 e 55 anni. Per iniziare, abbiamo sondato il terreno e fatto una prima domanda che ci permetteva di capire se chi stava per rispondere era a conoscenza del DPCM, altrimenti le domande successive avrebbero avuto poco senso.

A chi ha detto di conoscerlo, grazie al sondaggio ramificato, abbiamo posto la seconda domanda ossia “Sei d’accordo con il DPCM?”.
Le risposte sono state piuttosto varie: il 42,2% ha risposto di, che pensa sia corretto, ma una percentuale altrettanto alta la pensa diversamente: a dire che bisognerebbe farci mangiare al chiuso – forse anche visto le temperature di questi giorni – è stato il 41,2%. La restante percentuale, invece, ossia il 16,6% pensa che no, è troppo presto per riaprire.

Abbiamo poi cercato di capire quanto la gente si senta sicura a stare in un ristorante e anche qui i nostri Gimmeliker si sono in un certo senso “spaccati”. Se il 43,7% ritiene di essere decisamente sicuro/a, c’è da dire che il 41,1% ha diversi dubbi. C’è poi un 15,2% che dice “No, per nulla”, una percentuale tutt’altro che irrilevante.

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Spostamenti tra zone gialle: viaggi sì, ma non per tutti

E al di là dei ristoranti, le persone inizieranno a spostarsi per viaggiare e a dedicare finalmente qualche giorno al turismo? Come sappiamo, infatti tra zone gialle sarà possibile farlo, ma non tutti sono così convinti.
Alla nostra domanda “Pensi di approfittarne?” la maggior parte di chi ha risposto, ossia il 40% ha detto “Non so ancora”, facendo trapelare tutta l’incertezza che ancora c’è rispetto al muoversi con una pandemia ancora in corso.
C’è però un 31% di Gimmeliker che lo dice a gran voce: non vede l’ora di viaggiare. Di contro, però, il 28% “spegne” ogni entusiasmo dicendo “Non mi sembra il caso”. Solo lo 0,8% va molto più in là dicendo che ha già prenotato.

Il coprifuoco dalle 22 alle 5: è ancora utile?

Altro tema scottante è quello del coprifuoco dalle 22 alle 5. Si sta pensando di estenderlo alle 23, se la curva Covid scenderà, c’è chi poi lo ritiene del tutto inutile, chi parla di coprifuoco illegale motivando con il fatto che la libertà personale non andrebbe limitata.

Senza entrare nelle questioni politiche della vicenda, abbiamo cercato di capire se i nostri Gimmeliker sono d’accordo con l’orario limite delle 22. Qui chi ha risposto al sondaggio si divide: il 45,8% ritiene che il coprifuoco così com’è va bene in questa fase, il 45,1% dice di no, mentre il resto non ha un’opinione.

Fiducia nel governo Draghi: a che punto siamo

Infine abbiamo cercato di capire quanta fiducia hanno i nostri Gimmeliker nei provvedimenti presi dal Governo chiedendo di darci un’indicazione da 1, pochissimo, a 5 dove c’è la fiducia assoluta.
Ecco cosa ci hanno risposto:

  • 1 ossia pochissimo il 15,7%
  • 2 ossia poco l’11,7%
  • 3 ossia fiducia intermedia 37,1%
  • 4 molta 20,2%
  • 5 moltissima 15,1%

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Sostegno psicologico durante il Covid-19: importante sì, ma non per tutti

Abbiamo chiesto alla nostra community cosa pensa del ruolo dello psicologo durante la pandemia. Tra chi crede che sia fondamentale e chi no, ecco qual è la situazione della salute mentale in Italia.

Che non sia un periodo facile è qualcosa che tutti sappiamo e con cui stiamo facendo i conti. Ma come stiamo affrontando dal punto di vista psicologico il Covid-19 e le conseguenze che ne derivano? Quanti di noi si stanno rivolgendo a uno psicologo? E quali aspetti della propria vita si gestiscono più difficilmente durante la pandemia?
Sono tutte domande cui proviamo a rispondere con questo nostro sondaggio dedicato proprio alla salute mentale degli italiani durante l’emergenza sanitaria. Un argomento che per noi di GimmeLike è molto importante, ma che è spesso trascurato.

Il Covid-19? Ha avuto un impatto sulla salute mentale

A partecipare al nostro sondaggio, tramite l’app di GimmeLike disponibile su iOS e Android, sono state 2000 persone da tutta Italia. Di queste, la maggioranza vive nel Nord Ovest e nelle Isole e ha un’età compresa per lo più tra i 36 e i 55 anni. Vediamo le risposte al sondaggio.

Con la prima domanda abbiamo cercato di capire quale sia l’impatto del Covid sulla salute mentale. Abbiamo infatti chiesto: “Trovi che questa situazione abbia influito sulla tua salute mentale e psicologica”? Ecco cosa ci hanno riposto i nostri GimmeLikers:

  • 36,8% solo in parte
  • 37,4% decisamente sì
  • 25,8% no

Alla luce di questo, abbiamo cercato di capire quali sono gli aspetti della pandemia più difficili da gestire e le risposte sono state le più svariate.
Al primo posto c’è sicuramente l’incertezza sul futuro, come ci ha rivelato il 18,8% delle persone, seguita dalla limitazione alla propria libertà: la pensa così il 18% degli intervistati.
Ci sono poi la paura di ammalarsi (15,5%) e la lontananza da famiglia e affetti (14,9%). Sempre legato al tema famiglia è il veder star male i propri cari (14,1%), i continui lockdown (12,3%) e da ultimo l’organizzazione della routine (5,2%). Le restanti persone hanno risposto con un generico “altro”.

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Sostegno psicologico per il Covid-19: utile o no?

Detto questo, in quanti tra i nostri GimmeLikers hanno deciso di affidarsi a un supporto psicologico? A essere seguiti in questo momento da uno psicologo/a è il 52,5% degli intervistati.
Di questi, il 34,8% va in uno studio privato, il 25,6% da un libero professionista, il 23,6% in un consultorio. Il resto ha risposto “altro”.
E il sostegno psicologico in pandemia da Covid-19 è utile o no? Possiamo dire che per la maggior parte degli intervistati lo è: il 45,2% pensa sia abbastanza importante, mentre per il 42,7% è fondamentale, solo il 10,5% pensa il contratto, il resto invece non ha un’opinione.

Salute mentale in Italia: considerata sì, ma solo in parte

Abbiamo poi cercato di capire se in Italia la salute mentale è davvero considerata o no. Secondo i GimmeLikers è riconosciuta solo in parte: la pensa così il 46,6%, il 32,4% crede di sì, il resto dice “assolutamente no”.
E questo, secondo i nostri intervistati, avviene per uno “stigma” in merito alla figura dello psicologo: per il 52,4% le persone non ci vanno perché se ne vergognano, il 28,7% pensa ci sia uno stigma solo in parte mentre l’11% crede che sia visto in maniera negativa.

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Sondaggio: com’è cambiato il mondo del lavoro con il Covid

Quali sono gli aspetti positivi e negativi dello smart working? Quali le conseguenze della pandemia sul lavoro? Lo scopriamo in questo sondaggio cui hanno partecipato più di 3mila persone

In che modo il Covid sta cambiando e ha cambiato il mondo del lavoro? Quali sono state le conseguenze della pandemia sul lavoro? Oltre a quello che sentiamo dire ogni giorno dai vari media, secondo noi di GimmeLike è interessante sapere cosa ne pensa la gente.

È soddisfatta del lavoro che fa? E il tanto decantato e a volte vituperato smart working piace o no?

Sono tutte domande che abbiamo posto ai nostri GimmeLiker tramite un sondaggio sulla nostra app, disponibile per iOS e Android.

Un questionario cui hanno partecipato più di 3mila persone che dimostra quanto il tema del mondo del lavoro oggi e nel prossimo futuro sia molto sentito.
Le risposte ci sono arrivate da tutta Italia, con picchi in particolare al Sud e nelle regioni di Nord Ovest. Inoltre, la maggior parte delle persone che ha partecipato rientra nella fascia d’età 36-45, seguita poi da quella che ha tra i 46 e i 55 anni. Vediamo i dati raccolti.

Il percorso scolatistico aiuta nella ricerca del lavoro

In primis abbiamo chiesto a chi ha risposto al sondaggio se al momento sta lavorando: il 41,8% ha detto di sì e che lo sta facendo a tempo pieno. C’è però un 35,7% di persone che non sta svolgendo nessun impiego, a fronte del 16,3% che invece lavora part-time e il 6,2% che lavora sì, ma saltuariamente.

Di questi la maggior parte lavora in ufficio, nel mondo dell’istruzione o in altri settori non specificati.
Positivo il fatto che il lavoro oggi sia ancora il risultato di quello che si è studiato.

Alla domanda “Il tuo percorso scolastico ti ha aiutato nella ricerca di lavoro?” ha risposto decisamenteil 36,8%, il 34,8% solo in parte mentre il resto ha detto “Non direi”.

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Soddisfatti del lavoro? Sì, ma non ecomicamente

Anche il grado di soddisfazione del lavoro attuale è interessante. Abbiamo chiesto ai nostri GimmeLiker di dare un “voto” da 1 a 5, dove 1 è insoddisfatto e 5 è molto soddisfatto.

Ad avere dato 5 indicando di essere molto soddisfatto è stato il 32,4% mentre 4 è stato dato dal 32,4%. Solo il 5% ha dato 1 dicendo che no, non è contento del lavoro che svolge.
Questo per quel che riguarda la soddisfazione generale, ma come la mettiamo con la soddisfazione economica? Anche in questo caso i pareri dei nostri GimmeLiker sono diversi: il 36,6% è soddisfatto in parte a fronte del 32,5% che non lo è per nulla. Solo il 31% ha risposto , senza particolari dubbi.

Gli aspetti positivi e negativi dello smart working

Andiamo a vedere invece cosa le persone pensano dello smart working che spesso, a dire il vero, è più lavoro da remoto che lavoro per obiettivi lontano dall’ufficio.
Intanto, tra i nostri GimmeLikers la maggioranza lavora in presenza: è questo il caso del 56,9% dei partecipanti. Solo il 25,1% degli utenti lavora in smart working mentre gli altri alternano le due modalità.

Quali sono gli aspetti positivi dello smart working? Ecco cosa ci hanno risposto i nostri utenti:

  1. miglior gestione del lavoro e della vita privata (work-life balance) 25,7%
  2. maggiore sicurezza sanitaria 20,1%
  3. no spese extra 19,9%
  4. più tempo per se stessi 16,2%
  5. meno stress 15,3%

I restanti hanno risposto con un generico “altro”.

E gli aspetti negativi dello smart working, invece? Emerge indubbiamente il venir meno dell’aspetto relazionale, ma non solo. Eccoli in ordine di importanza e di percentuali:

  1. perdita del contatto con le persone e solitudine 35,3%
  2. nessuna distinzione tra ambiente lavorativo e casalingo 23,5%
  3. impossibilità di staccare veramente dal lavoro 19,2%
  4. maggiori distrazioni 18,6%

Il resto ha risposto altro.

Il Covid ha complicato la ricerca del lavoro: ecco come

Abbiamo poi cercato di capire se e in che modo la pandemia ha cambiato il mondo del lavoro anche per quanto riguarda la facilità di trovare un impiego.

In primo luogo abbiamo chiesto “Da quanto tempo cerchi lavoro?”. La maggioranza, ossia il 43,6%, da più di un anno, il 26% da quasi un anno, il 16,1% da meno di 3 mesi e il 14,3% da più di 6 mesi. Da queste percentuali emerge come passa parecchio tempo da quando si inizia a cercare un impiego fino a quando lo si ottiene. E questo perché, come ci hanno confermato i GimmeLikers rispondendo alla domanda successiva, la pandemia ha complicato la ricerca lavorativa.

Lo conferma l’80,3% dei rispondenti, una percentuale piuttosto alta, che dice, senza mezzi termini, “assolutamente sì”. Il 15,5% crede sia così solo in parte mentre il resto dice no, ma è solo il 4,2%.
Abbiamo poi chiesto “In che modo pensi che la pandemia influisca sul mercato del lavoro?”.

Ecco i principali ostacoli che si frappongono tra chi cerca e chi ottiene un lavoro:

  1. recessione economica 30,7%
  2. chiusura forzata di settori chiave 29,8%
  3. paura di contagio 18,8%
  4. impossibilità di spostarsi 16,5%

Il resto ha risposto altro. Quello che emerge è che ci sono settori, quali la ristorazione, il commercio al dettaglio e così via, determinanti per trovare un lavoro ma particolarmente in difficoltà in questo periodo. Così come non è da trascurare il fatto che la paura di contrarre il virus potrebbe influenzare le scelte di molti.

In attesa che la situazione migliori, tutti questi dati raccolti da GimmeLike sono indubbiamente da considerare.

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Clubhouse: piace o non piace? Il sondaggio di Gimmelike con infografica

Lo abbiamo chiesto ai nostri Gimmelikers che ci hanno aiutato a capire cosa li ha incuriositi di più di questo social e cosa invece non piace. Scopri tutto nell'articolo.

Clubhouse è il social del momento ed entrare in una room, vale a dire in una stanza, in cui ascoltare cosa si dice di un argomento, poter intervenire e conoscere esperti, è diventato un altro modo per creare relazioni e incontrare persone.
Solo che, come forse saprai, si tratta di un social su invito e per iscriversi bisogna avere un device con sistema operativo iOS. Pertanto, per molti è scattata la FOMO (fear of missing out) ossia la paura di essere tagliati fuori e perdersi qualcosa di importante.

È così anche per i nostri GimmeLikers? Gliel’abbiamo chiesto invitandoli a partecipare al sondaggio tramite la nostra app, che invece è sia per Android che per iOS (concedici la battuta sull’inclusività ;-)).

Come abbiamo svolto il sondaggio su Clubhouse per evitare la FOMO

Al sondaggio hanno preso parte 2000 persone che vivono per lo più nel Nord Ovest e al Centro.
Ovviamente, vista la particolarità dell’argomento e il fatto che non è detto sia noto a tutti, abbiamo utilizzato il sondaggio ramificato.
La prima domanda infatti ci ha permesso di rivolgerci a coloro che conoscono già Clubhouse e di proseguire poi con chi l’aveva utilizzato scaricando l’app.

Questo affinché le risposte provenissero da persone che hanno davvero usato l’app di Clubhouse. E per evitare che chi esprimesse la propria opinione non fosse motivato da un eventuale risentimento (la FOMO di cui parlavamo sopra) dettato dal fatto di non aver potuto utilizzare l’app.

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Clubhouse incuriosisce per la novità e le recensioni altrui

Abbiamo poi fatto una domanda a risposta aperta chiedendo alla nostra community “Cosa ti ha incuriosito di questo social network?”.

Le risposte sono state le più svariate. Eccone alcune: c’è chi ha detto “Tutto”, ma per altri ciò che conta è il fatto che sia diverso dal solito, qualcuno ha puntato sulla novità così come altri sono stati motivati dalle recensioni entusiaste. E questo è la conferma che quando qualcuno parla bene di un servizio o prodotto non si può fare a meno di provarlo.

C’è anche chi ha detto di usare l’app per “Trovare nuovi amici” (che può essere un suggerimento su come usare Clubhouse) mentre altri sono stati incuriositi più che altro dalla situazione attuale, in cui si sta molto di più a casa che in passato. Ciò apre nuovi scenari: c’è chi si chiede se Clubhouse sarà tanto usato anche quando tutti potremo uscire con serenità o se avrebbe avuto successo in un altro momento storico.
Non possiamo dare noi la risposta, ma possiamo continuare a farvi scoprire cosa pensano le persone di Clubhouse.

Un social interessante, ma esclusivo e “senza testo”

Abbiamo infatti cercato di capire se il social ha rispettato le aspettative o di fatto ha deluso. Il 60% sì, lo trova interessante, il 35% solo in parte mentre per il restante 5% c’è stata delusione.

Ma qual è l’aspetto che invece piace meno di Clubhouse? Ecco cosa ci è stato detto: il 23% lo ritiene troppo esclusivo, mentre alla stessa percentuale non piace l’assenza di testo (chi l’ha detto che la gente non legge?).
Secondo il 20% non è immediato mentre il 15% lo trova noioso. Il 9% non gradisce l’assenza di foto e video mentre la restante percentuale ha indicato un generico “altro”.
E chi non l’ha utilizzato pensa di farlo? Il 46,4% ha detto di no perché non ha un iPhone e resta in attesa di sapere quando Clubhouse sarà anche per Android, il 27,6% dice “Non fa per me”, per il 19,4% è interessante, mentre il 6,6% asserisce che sono meglio altri social.

L’infografica di Gimmelike su Clubhouse

Se preferisci visualizzare quanto ti abbiamo detto finora, ecco la nostra infografica che racconta il rapporto degli Italiani con Clubhouse:

 

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Condivila pure sul tuo blog, giornale online o brand magazine, ne siamo felici! Ti chiediamo però di citare il nostro lavoro, come previsto dalla licenza Creative Commons 2.5 Italia per opere non derivate e scopi non commerciali.

I social media più utilizzati

Ovviamente non di solo Clubhouse vivono i social, così abbiamo cercato di capire quali fossero i più utilizzati dalla nostra community.
Eccoli:

  1. Instagram 56,6%
  2. Facebook 20,7%
  3. Tiktok 9,43%
  4. Clubhouse e Snapchat: pari merito con l’1,9%

Il resto ha risposto con un generico “altro”.

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Chi sarà il vincitore di Sanremo 2021? I pronostici dei Gimmelikers

Fedez, Arisa o Annalisa? I Maneskin o la veterana Orietta Berti? Lo abbiamo chiesto alla nostra community ed ecco cosa ci ha risposto. Intanto un vincitore c'è: Amadeus.

Ci siamo: alla serata conclusiva del Festival di Sanremo manca pochissimo. E anche noi di Gimmelike siamo curiosi di sapere chi sarà il vincitore di questa 71esima edizione, molto diversa dalle altre perché senza pubblico e con tutte le restrizioni da Covid-19.

Visto che ci piace lavorare con i numeri e raccogliere le opinioni della gente, abbiamo chiesto ai nostri Gimmelikers di fare un pronostico e dirci chi vincerà Sanremo 2021. Sarà Ermal Meta, tra i favoriti o Arisa che ha scalato numerose posizioni? O Willy Peyote?
Ecco cosa dice il toto-nomi di chi ha partecipato al sondaggio proposto tramite la nostra app Gimmelike, dispnibile sia per Android che iOS.

Per i Gimmelikers i vincitori sono Fedez e Francesca Michielin

Alla domanda “Chi vorresti vincesse quest’edizione?” i nostri Gimmelikers hanno messo al primo posto Fedez che, come sappiamo, canta insieme a Francesca Michielin. I due, peraltro nella serata di giovedì dedicata alle cover, se la sono cavata piuttosto bene e sono piaciuti tantissimo.

Oltre a Fedez, tra le preferenze dei nostri Gimmelikers c’è Arisa. Sono indicati come vincitori anche Annalisa, Noemi e Orietta Berti. Distanzati ci sono poi i Maneskin.

Un vincitore di questo festival c’è già comunque ed è Amadeus che è, secondo l’80% dei partecipanti, il conduttore ideale di Sanremo: questa percentuale di Gimmelikers infatti è contenta di vederlo nuovamente sul palco dell’Ariston. Solo il 20% avrebbe preferito qualcun altro.

Chi seguirà l’Eurovision dopo Sanremo

E dopo Sanremo, come sappiamo, ci sarà l’Eurovision. In attesa che venga decretato chi sarà il cantante a rappresentare l’Italia, si tratta di una competizione canora seguita o no? Abbiamo chiesto alla nostra community se lo seguirà e a dirci di sì è stato il 60% che ha aggiunto “mi piace molto”. Il 23,4% invece dice che non è interessata mentre il 18,6% non lo conosce.
Staremo a vedere se sarà magari il prossimo vincitore ad attirare più pubblico verso l’Eurovision contest nel frattempo riflettori puntati sull’ultima puntata che siamo sicuri riserverà molte sorprese.

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Cosa ne pensa la gente di Mario Draghi al Governo: il nostro termometro politico

Mario Draghi si è insediato da sole 3 settimane, ma gli Italiani hanno le idee chiare: non a tutti piace, ma chi lo apprezza ne riconosce affidabilità e competenza. Scopri nel nostro sondaggio cosa ne pensa la gente di Draghi e del suo governo.

Da quando si è insediato il nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi sono passate circa 3 settimane, un tempo breve ma comunque valido per capire cosa ne pensa la gente .

Noi di GimmeLike per questo nostro termometro politico abbiamo deciso proprio di focalizzarci sulla figura dell’ex presidente della BCE: Mario Draghi piace o non piace? E se piace qual è il motivo per cui viene apprezzato? Insomma, cosa ne pensano gli italiani di Draghi? Si sentono rappresentati al meglio?

Scopriamolo nel nostro sondaggio che, come sempre, ha coinvolto la nostra community di GimmeLikers, che ha risposto tramite l’app per iOS e Android e si è confrontata sulla nostra pagina Facebook.

Intanto, i numeri dei partecipanti: a voler dire la loro sono state 2200 persone. Ricordiamo che i sondaggi avvengono in totale libertà e autonomia: ogni GimmeLiker decide se il questionario è nelle sue corde o meno e ha in cambio i nostri GimmeCoin. Inoltre, analizziamo le risposte in tempo reale e questo ci permette fin da subito di avere una percezione dell’andamento del sondaggio per poi analizzare le risposte nel dettaglio e capire quali sono le tendenze.

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Cosa piace di Draghi e del suo approccio al Governo

Abbiamo iniziato con il chiedere ai nostri GimmeLikers: “Quali sono le tue prime impressioni sul governo Draghi?”, domanda necessaria perché non è ancora passato un mese e ovviamente in un arco di tempo così ridotto sappiamo bene come possiamo misurare la soddifazione fino a un certo punto.

Tra chi ci ha risposto, infatti, è stata alta la percentuale dei “Non ho ancora un’opinione”: a dirlo il 67,5% dei partecipanti. Il 21,4% dice che “per ora stanno lavorando bene” mentre secondo l’11% di utenti non ci siamo.
Se queste sono le prime impressioni sul Governo più in generale, siamo poi andati a chiedere ai nostri GimmeLikers se sono contenti che l’incarico del nuovo governo sia stato dato a Mario Draghi.
E qui le risposte ci evidenziano come ancora nel cuore sia rimasto Giuseppe Conte: a preferire che rimanesse il 42,3% dei partecipanti. Sebbene sia comunque alta la percentuale di chi pensa che Mario Draghi sia la scelta giusta: lo dice il 40% di chi ha risposto tramite la nostra app per sondaggi.
C’è poi un 18,2% che avrebbe preferito andare a votare.

Ma cos’è che piace di Draghi? Le risposte spaziano dall’affidabilità alla formazione economica.
Vediamole nel dettaglio:

  • la sua formazione politica 30,6%
  • essere la persona giusta per gestire i fondi europei 29%
  • la sua affidabilità 19,7%
  • il suo essere pro Europa 19,2%

Solo l’1,5% ha risposto genericamente “altro”.

Ecco su cosa dovrebbe lavorare il Governo Draghi

E su quali ambiti il neo presidente dovrebbe impegnarsi maggiormente? Stando ai nostri GimmeLikers, le priorità dovrebbero essere:

  1. Sanità 22,6%
  2. Lavoro 22,5%
  3. Istruzione 15,5%
  4. Aziende 11%
  5. Giovani 10,7%
  6. Ambiente e sviluppo sostenibile 10,6%
  7. Cultura 5,5%

La restante percentuale dice “altro” senza specificare.
Certo è che da quello che possiamo leggere, le priorità del Governo, secondo chi ha risposto al sondaggio, hanno a che fare con il periodo attuale.
La sanità resta un tema centrale e connessa a essa – causa pandemia e restrizioni – c’è il lavoro che, come sappiamo, è in crisi profonda. Interessante che al terzo posto figuri l’istruzione e questo probabilmente perché molti sentono il peso di tanti mesi di DaD a singhiozzo. Noi di GimmeLike, in proposito, insieme al nostro partner Idee per la scuola abbiamo realizzato un sondaggio sulla DaD (ti basta cliccare sul link per vedere le risposte).

E cosa ne pensano le persone non solo di Draghi ma anche della coalizione che lo appoggia?
I pareri qui sono discordi: il 43% non è contento, il 26% avrebbe voluto un governo di più tecnici, di contro il 23,7% dice che ce ne sono troppi. Infine, il 7,3% è contento della rappresentazione politica al Governo del suo partito.

Nuove elezioni? Sì, ma non per tutti

Detto questo, i nostri GimmeLikers ritengono che sarebbe stato meglio indire nuove elezioni?
Il 51% ha risposto di anche se sa bene che potrebbe essere rischioso, il 21,4% invece è ferma sul “no, non è il caso in questo periodo”.

C’è però una percentuale consistente, il 20,1% che ritiene che sì, bisognava andare a votare anche perché la paura del Covid-19 è esagerata. Così come il 7,4% pensa che sia una montatura.

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Negozio fisico o e-commerce? Come sono cambiate le abitudini d’acquisto degli Italiani

Quanto e come ha influito il Covid sugli acquisti degli Italiani? E chi preferisce i negozi fisici perché lo fa e cosa cerca? Le risposte nel nostro sondaggio

Qual è l’effetto Covid sugli acquisti? Dove comprano le persone con le restrizioni attuali e le varie zone rosse, gialle e arancioni? Si è davvero tutto spostato nei negozi online o c’è ancora chi privilegia i negozi di quartiere?

Alle abitudini di acquisto, per capire in che direzione stanno andando i consumi in questi primi 2 mesi dell’anno, è dedicato il nuovo sondaggio di GimmeLike.
Abbiamo chiesto ai nostri GimmeLikers di partecipare al questionario disponibile sulla nostra app che, come sempre, è disponibile sia per iOS che per Android.
Ecco le interessanti risposte che ci hanno dato.

Le preferenze sugli acquisti prima e dopo il Covid

Al nostro sondaggio, innanzitutto, hanno risposto quasi 1550 persone da tutta Italia, prevalentemente nella fascia di età tra i 25 e 45 anni, anche se non sono mancate risposte sotto e sopra questa fascia di età.

La prima domanda che abbiamo posto tramite la nostra app per sondaggi li ha portati indietro nel tempo, in un passato che sembra ormai lontano, anche se non lo è. Abbiamo chiesto, prima del Covid e del lockdown, dove preferissero andare per i loro acquisti tra negozi di quartiere, siti online e centri commerciali.
Ecco le percentuali di risposta:

  1. i negozi di quartiere 52%
  2. i negozi dei centri commerciali 29%
  3. online 19%

Ecco com’è invece cambiata la situazione con il Covid, che mette in evidenza quante persone comprino online adesso:

  1. negozi di quartiere 43%
  2. online 35%
  3. negozi dei centri commerciali 22%
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Tiene il negozio di quartiere anche se l’online è cresciuto

Quello che emerge è sicuramente che la perdita di acquisti del negozio di quartiere e nei centri commerciali è andata a vantaggio dell’online, sebbene le attività nelle vicinanze tengano ancora. Sappiamo bene quanto abbiano influito le aperture a singhiozzo, ma emerge anche che, quando si può fare shopping, le persone preferiscono dare una mano al proprio quartiere.

E proprio a proposito dei negozi di quartiere, abbiamo cercato di capire quali requisiti devono avere, chi li sceglie e perché lo fa.

Tante le risposte che la nostra community ha condiviso con noi. Eccone qualcuna: la vicinanza, la possibilità di un contatto, la conoscenza, la personalizzazione, la presenza di poche persone contemporaneamente, la possibilità di vedere i prodotti, di toccare la merce, la sua freschezza. Così come non manca l’empatia: aiutare i piccoli commercianti locali, aiutare la comunità e così via. Tutti aspetti su cui i negozi fisici devono indubbiamente puntare, specie in un periodo come questo.

Come saranno gli acquisti nel 2021: negozio fisico o ecommerce?

Abbiamo anche chiesto ai nostri GimmeLikers come sarà il futuro degli acquisti per gli Italiani, chiedendo loro come si immaginano il 2021.
Il 41% ci ha risposto che crede che l’online sarà sempre più presente, il 31% spera di tornare a fare acquisti nei negozi fisici, mentre il 28% è sia per lo shopping online che nei negozi fisici, che saranno un buon compromesso per gli acquisti. Quanto ai negozi fisici, non dimentichiamo anche il vantaggio del cashback di stato.

Cosa cerca la gente nei negozi fisici

E a proposito di negozi fisici, cos’è che le persone notano subito una volta varcata la soglia d’ingresso?
Non stupisce che il 29% ammetta di guardare se gli altri indossano la mascherina, sia gli addetti alla vendita che gli altri acquirenti. Il 26% fa qualcosa che avrebbe fatto anche prima, ossia cerca sconti e promozioni, il 22% cerca subito il disinfettante per le mani, mentre il 21% controlla la disposizione della merce.

C’è poi chi ha risposto “altro”. A queste persone abbiamo chiesto di specificare e ci hanno risposto: la pulizia, la gentilezza del personale e anche se ci sono troppe persone.
Come dire: la voglia di tornare a comprare fisicamente nei negozi c’è, purché si rispettino le distanze e le basilari norme di igiene e sicurezza.

 

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