Bambini e tecnologia: connubio perfetto o “recipe for disaster”?

È inutile negarlo: la tecnologia è un aspetto fondamentale nella vita di tutti noi, bambini compresi. Ma come vivono questo rapporto i genitori di oggi? Com’è crescere dei bambini in un’epoca in cui tutto, o quasi, è automatizzato? Queste sono alcune delle domande che abbiamo fatto ai nostri Gimmelikers, chiedendogli di dirci la loro opinione su un argomento sempre più attuale.

A rispondere all’indagine sono stati 2000 dei nostri utenti, provenienti da tutta Italia e con un’alta percentuale tra i 36 e i 55 anni.

Per essere sicuri fin da subito di rivolgerci alla tipologia di utente più adatta, siamo partiti con una ramificazione, un tipo di domanda che ci permette di profilare gli intervistati e articolare al meglio le domande successive. In questo caso abbiamo chiesto ai Gimmelikers se avessero dei figli e la maggioranza, il 55,32%, ha risposto affermativamente.

Abbiamo poi cercato di capire meglio a che generazione appartengono i bambini dei nostri utenti, chiedendogli di specificarne la fascia d’età con una domanda a risposte multiple: il 25,68% dei nostri Gimmelikers ha un figlio tra i 6 e i 10 anni, il 23,76% tra gli 0 e i 5 e il 21,27% dagli 11 ai 15 anni. Decisamente più bassa la percentuale di chi è genitore di un adolescente tra i 16 e i 18 anni (8,46%), mentre ad avere figli già adulti è il 20,86% degli intervistati. Il campione di rispondenti si dimostra quindi perfetto per la nostra indagine, garantendoci una visione completa sia dei vari stadi di crescita dei bambini che della progressiva evoluzione tecnologica che stiamo vivendo.

Tecnologia: da che età e che tipo di device si usa?

Con le domande successive abbiamo continuato ad approfondire il rapporto tra bambini e tecnologia, scoprendo sia a che età iniziano ad approcciarvisi sia quali device utilizzano maggiormente.

Le risposte dei nostri utenti confermano un’opinione molto diffusa: la stragrande maggioranza dei bambini si avvicina alla tecnologia molto presto, il 37,91% alle elementari e il 41,43% già prima dei 5 anni. Il 16,88% degli intervistati riferisce che i figli hanno iniziato ad approcciarsi alla tecnologia alle medie e solo il restante 3,79% durante il liceo.

Più variegate le risposte alla domanda sui device più diffusi: a dominare la scena abbiamo smartphone (32,93%) e tablet (25,17%), seguiti da computer (23,26%) e console per videogiochi (16,78%).

La tecnologia può essere pericolosa per i bambini

Siamo poi passati alle questioni scottanti: i nostri Gimmelikers sono preoccupati dall’utilizzo di internet da parte dei minori? In questo caso le risposte sono schiaccianti: il 49,65% e il 45,36% degli utenti si dichiara rispettivamente molto preoccupato e parzialmente preoccupato dalla questione, e solo il restante 4,99% non lo è per niente.

Secondo i nostri utenti, però, i bambini non sarebbero solo potenzialmente a rischio nell’usare internet: secondo l’80,87% dei Gimmelikers, i nati dal ’95 in poi sarebbero addirittura dipendenti o quasi dalla tecnologia.

Dati allarmanti, che abbiamo approfondito nelle ultime domande. Alla domanda “A chi pensi spetti principalmente il ruolo di insegnare e responsabilizzare i giovani alla tecnologia?” abbiamo ancora una volta delle percentuali schiaccianti, con il 79,67% dei partecipanti che indica la figura genitoriale come principale responsabile. A seguire, con percentuali decisamente più basse, abbiamo la scuola (13,75%), le istituzioni (4,78%) e un generico altro (1,79%).

Ai genitori, dunque, spetterebbe l’onere di educare i figli alla tecnologia e, sempre secondo i nostri utenti, in questo caso educare e controllare vanno di pari passo. Il 79,68% degli utenti riferisce di controllare l’utilizzo della tecnologia da parte dei suoi figli, una percentuale notevole che riflette l’inquietudine legata alle possibili minacce provenienti da internet e dal mondo online.

In che modo viene esercitato questo controllo? I metodi sono svariati: c’è chi limita le ore d’utilizzo (33,47%), chi blocca i siti pericolosi (25,31%), chi usa i device insieme ai figli (17,85%), chi conosce le password e controlla direttamente le attività degli account (17,15%) e chi, infine, ha comprato un abbonamento specifico per minori (2,99%).

Si tratta di invasione della privacy dei nostri figli o un modo legittimo per proteggerli dalle minacce della tecnologia? Ciò che è certo è che l’educazione e la responsabilizzazione dei bambini è diventata, e diventerà, sempre più necessaria e inevitabile.

Cosa facciamo in Gimmelike?

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